Imprenditoria femminile
Dipartimento per le pari opportunità
Dipartimento per le pari opportunità

Dalle banche

finanziamenti dedicati

Dalle banche finanziamenti dedicati

Il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha promosso, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, il Protocollo d’intesa per lo sviluppo e la crescita dell’imprenditorialità e dell’autoimpiego femminili sottoscritto dall’ABI, Confindustria, Confapi, Rete Imprese Italia e Alleanza delle cooperative italiane.

Il Protocollo, siglato il 4 giugno 2014 e prorogato il 16 febbraio 2016, prevede un piano di interventi a sostegno dell’accesso al credito delle imprese femminili e delle lavoratrici autonome, che le banche e gli intermediari finanziari aderenti si sono impegnati ad attuare.



CARATTERISTICHE

Le banche e gli intermediari finanziari che aderiscono al Protocollo si impegnano a:

  • istituire uno specifico plafond dedicato alle iniziative previste dal Protocollo medesimo e renderlo operativo entro 60 giorni dall’invio all’ABI del modulo di adesione;
    concedere finanziamenti a condizioni competitive rispetto alla normale offerta in relazione ad operazioni simili;
    sostenere le donne nella fase di creazione di nuove imprese o dell’avvio della professione (“Donne in start up”), nella fase di realizzazione di nuovi investimenti (“Investiamo nelle donne”), nella fase di situazione di difficoltà nel corso dell’attività d’impresa (“Donne in ripresa”);
  • garantire la c.d. “Sospensione donna” cioè la possibilità per le imprenditrici o lavoratrici autonome di chiedere la sospensione del rimborso del finanziamento, fino a 12 mesi, senza garanzie aggiuntive, in caso di:
    • maternità;
    • grave malattia della stessa, del coniuge o convivente, o dei figli anche adottivi;
    • malattia invalidante di genitori, parenti o affini che siano conviventi.


BENEFICIARIE

Possono essere beneficiarie:

  • le micro, piccole e medie imprese (PMI), iscritte al Registro delle imprese, che rientrino nella definizione di impresa femminile di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), della legge 25 febbraio 1992, n. 215 (pdf), ossia:
    • società cooperative e società di persone costituite in misura non inferiore al 60% da donne;
    • società di capitali le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne;
    • imprese individuali gestite da donne;
  • le lavoratrici autonome, comprese le libere professioniste.
  • Possono essere beneficiarie le imprese e le professioniste appartenenti a qualsiasi settore, senza alcuna eccezione.
  • Non sono previsti limiti di età.


VANTAGGI
  • Specifico plafond dedicato alle iniziative previste dal Protocollo
  • Concessione di finanziamenti, con priorità di trattamento della richiesta, a condizioni competitive rispetto alla normale offerta in relazione ad operazioni simili, anche attraverso la garanzia della Sezione speciale “Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità”
  • Sostegno alle donne nella fase di creazione di nuove imprese o dell’avvio della professione (“Donne in start up”), nella fase di realizzazione di nuovi investimenti (“Investiamo nelle donne”), nella fase di situazione di difficoltà nel corso dell’attività d’impresa (“Donne in ripresa”)
  • “Sospensione donna”, cioè la possibilità per le imprenditrici o lavoratrici autonome di chiedere la sospensione del rimborso del finanziamento, fino a 12 mesi, senza garanzie aggiuntive, in caso di: maternità; grave malattia della stessa, del coniuge o convivente, o dei figli anche adottivi; malattia invalidante di genitori, parenti o affini che siano conviventi


Elenco banche e intermediari aderenti